L’interruttore magnetotermico è il “guardiano” fondamentale del tuo impianto elettrico. Come suggerisce il nome, combina due meccanismi fisici diversi per proteggere i cavi e la casa da due pericoli distinti: il sovraccarico e il cortocircuito.

Ecco come funziona nel dettaglio la sua “doppia anima”:


1. La Protezione Termica (Contro il Sovraccarico)

Questa parte entra in gioco quando richiedi all’impianto più corrente di quella che può sopportare (ad esempio, accendendo contemporaneamente forno, lavatrice, phon e condizionatore).

  • Il componente: Una lamina bimetallica, composta da due strati di metalli diversi uniti tra loro, che hanno coefficienti di dilatazione differenti.
  • Come funziona: La corrente elettrica passa attraverso questa lamina. Per l’effetto Joule, il passaggio di corrente genera calore.
  • L’intervento: Se la corrente è troppa (es. superi i 16 Ampere per lungo tempo), la lamina si scalda eccessivamente. Poiché i due metalli si dilatano in modo diverso, la lamina si incurva. Curvandosi, va a sganciare meccanicamente la leva dell’interruttore, aprendo il circuito.
  • Caratteristica: È una reazione lenta (può impiegare da secondi a minuti), inversamente proporzionale all’entità del sovraccarico.

2. La Protezione Magnetica (Contro il Cortocircuito)

Questa parte interviene in caso di guasto grave e improvviso, come quando due fili (fase e neutro) si toccano direttamente o un apparecchio va in corto.

  • Il componente: Un piccolo solenoide (una bobina di filo di rame avvolta a spirale) con all’interno un nucleo mobile (un pistoncino di ferro).
  • Come funziona: In un cortocircuito, la corrente sale a valori elevatissimi (migliaia di Ampere) in una frazione di secondo. Questo picco improvviso genera un fortissimo campo magnetico istantaneo nella bobina.
  • L’intervento: Il campo magnetico attira o “spara” con forza il pistoncino, che colpisce il meccanismo di sgancio come un martelletto, aprendo immediatamente il circuito.
  • Caratteristica: È una reazione istantanea (pochi millisecondi) per evitare che i cavi fondano o prendano fuoco.

3. La Camera Spegniarco (Il “bonus” di sicurezza)

Quando l’interruttore si apre sotto carico (specialmente durante un cortocircuito), tra i contatti si crea una scintilla potente chiamata arco voltaico.

L’interruttore ha al suo interno una “camera spegniarco” (una serie di lamelle metalliche parallele) che serve a sminuzzare e raffreddare questa scintilla per estinguerla subito ed evitare che l’interruttore si bruci internamente.


Riassunto: Le differenze chiave

Tipo di ProtezioneProtegge da…Causa tipicaVelocità di reazioneComponente chiave
TermicaSovraccaricoTroppi elettrodomesticiLenta (secondi/minuti)Lamina Bimetallica
MagneticaCortocircuitoFili che si toccano / GuastoIstantanea (<0.1 sec)Bobina (Magnete)

Nota importante: Spesso viene confuso con il “Salvavita” (Interruttore Differenziale). La differenza è semplice:

  • Il Magnetotermico protegge l’impianto e i cavi.
  • Il Differenziale protegge le persone dalla scossa.Oggi esistono anche interruttori che uniscono entrambi (Magnetotermici-Differenziali).

Guida alla lettura di un Magnetotermico

Immaginiamo di avere un interruttore con scritto sopra: C16 e, in un rettangolino sotto, 4500 (o 6000).

1. La sigla principale: “C16” (Corrente Nominale e Curva)

Questa è l’informazione più importante per l’uso quotidiano. È divisa in due parti: la lettera e il numero.

  • Il Numero (es. 16): La “Taglia” (In) Indica la corrente nominale in Ampere (A). È il limite massimo di corrente che l’interruttore sopporta indefinitamente senza scattare per sovraccarico (la parte termica).
    • C16: Significa 16 Ampere. È lo standard per le prese di casa. Se superi i 16A (circa 3,6 kW di potenza a 230V) per un certo periodo, lui scatterà.
    • C10: (10 Ampere) Si usa solitamente solo per le linee delle luci.
    • C25 o C32: Si usano per elettrodomestici molto potenti (es. piani a induzione grandi) o come interruttore generale.
  • La Lettera (es. C): La “Curva d’intervento” Indica quanto è sensibile la parte magnetica ai picchi di corrente all’accensione dei dispositivi.
    • Curva C (Standard): È quella che hai in casa al 99%. È un equilibrio perfetto: scatta subito per i cortocircuiti, ma sopporta i piccoli picchi normali quando accendi un motore (es. il frigo o l’aspirapolvere).
    • Curva B (Sensibile): Scatta molto facilmente. Si usa per proteggere apparecchiature elettroniche delicate o linee molto lunghe.
    • Curva D (Ritardata): Si usa nell’industria per macchinari pesanti che all’avvio assorbono tantissima corrente per un attimo, che farebbe scattare un “C”.

2. Il numero nel rettangolo: “4500” o “6000” (Potere di Interruzione)

Questo numero (spesso 4500, 6000 o 10000) indica il potere di interruzione (Icn) in Ampere. È la massima corrente di cortocircuito che l’interruttore è in grado di “domare” e interrompere in sicurezza senza esplodere o fondersi.

  • Per un impianto domestico standard (con contatore da 3kW a 6kW), un valore di 4500A (o 4,5kA) è il minimo normativo, ma oggi si installano quasi sempre quelli da 6000A (6kA) per maggiore sicurezza.

In sintesi, nel tuo quadro di casa troverai spesso:

  • Un Generale (spesso un C25 o C32, a volte integrato col salvavita).
  • Un C16 per la linea delle prese (forno, lavatrice, ecc.).
  • Un C10 per la linea delle luci.

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