La classificazione delle zone ATEX (dall’espressione francese Atmosphères Explosibles) è fondamentale per garantire la sicurezza in ambienti dove possono formarsi miscele esplosive. Il sistema suddivide le aree in base alla frequenza e alla durata della presenza di un’atmosfera esplosiva.
La distinzione principale avviene tra gas/vapori e polveri combustibili.
1. Aree con presenza di Gas, Vapori o Nebbie
Queste zone riguardano sostanze come idrocarburi, solventi o vapori chimici.
- Zona 0: Area in cui un’atmosfera esplosiva è presente continuamente, per lunghi periodi o frequentemente (es. interno di serbatoi o tubazioni).
- Zona 1: Area in cui è probabile che un’atmosfera esplosiva si formi durante le normali attività (es. zone di carico/scarico, immediate vicinanze di aperture).
- Zona 2: Area in cui è poco probabile che si formi un’atmosfera esplosiva e, se accade, persiste solo per un breve periodo (es. a causa di guasti accidentali o perdite dalle flange).
2. Aree con presenza di Polveri Combustibili
Riguardano materiali come farina, polvere di legno, zuccheri o metalli polverizzati.
- Zona 20: Atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere presente continuamente o frequentemente (es. interno di silos o condotti di trasporto).
- Zona 21: Atmosfera esplosiva sotto forma di nube probabile durante le normali attività (es. punti di travaso o svuotamento sacchi).
- Zona 22: Atmosfera esplosiva poco probabile e di breve durata, solitamente dovuta alla dispersione di depositi di polvere (es. zone circostanti i macchinari se non perfettamente ermetici).
Sintesi della Classificazione
| Frequenza del pericolo | Gas / Vapori | Polveri |
| Costante / Frequente | Zona 0 | Zona 20 |
| Occasionale / Probabile | Zona 1 | Zona 21 |
| Rara / Breve durata | Zona 2 | Zona 22 |
Perché è importante?
Classificare correttamente un’area determina:
- L’attrezzatura utilizzabile: Solo macchinari certificati ATEX con la categoria corrispondente possono essere installati (es. Categoria 1 per Zone 0/20).
- Le procedure di lavoro: Permessi di lavoro a caldo, divieto di fiamme libere e uso di utensili antiscintilla.
- La segnaletica: Obbligo di esporre il triangolo giallo “Ex” per avvertire del pericolo.
La Codifica
La codifica degli apparecchi ATEX è una sorta di “carta d’identità” tecnica che indica dove e come un dispositivo può essere utilizzato in sicurezza. È composta da una serie di simboli e numeri definiti dalla Direttiva 2014/34/UE.
Ecco come decifrare una stringa di marcatura tipica:
Il simbolo comunitario e il Gruppo
Tutto inizia con il simbolo Esagonale EX, seguito dal gruppo di appartenenza:
- I: Miniere (presenza di grisou).
- II: Industrie di superficie (chimiche, farmaceutiche, alimentari, ecc.).
La Categoria (Il “dove” può stare)
Indica il livello di protezione e determina in quale zona può essere installato l’apparecchio:
- 1: Protezione “molto elevata” (adatto per Zona 0/20).
- 2: Protezione “elevata” (adatto per Zona 1/21).
- 3: Protezione “normale” (adatto per Zona 2/22).
Seguita dalla lettera G (Gas) o D (Dust/Polvere).
I Modi di Protezione (Esempi comuni)
Questa parte descrive la tecnica ingegneristica usata per evitare l’esplosione:
- Ex d: Custodia a prova di esplosione (contiene l’esplosione all’interno).
- Ex ia / ib: Sicurezza intrinseca (limita l’energia elettrica per evitare scintille).
- Ex e: Sicurezza aumentata (evita temperature elevate o archi elettrici).
Gruppi di Gas e Polveri
Le sostanze non sono tutte uguali. Vengono divise in base alla loro pericolosità (infiammabilità):
- IIA: Propano (meno pericoloso).
- IIB: Etilene.
- IIC: Idrogeno / Acetilene (massimo rischio).
- Per le polveri: IIIA (fibre), IIIB (polveri non conduttive), IIIC (polveri conduttive).
Classi di Temperatura
Indica la massima temperatura superficiale che l’apparecchio può raggiungere. Non deve mai superare la temperatura di accensione della sostanza presente.
| Classe | Temp. Max Superficiale |
| T1 | 450°C |
| T2 | 300°C |
| T3 | 200°C |
| T4 | 135°C |
| T5 | 100°C |
| T6 | 85°C |
Esempio pratico: Un apparecchio marcato II 2G Ex d IIC T4 è per industria di superficie (II), adatto a Zona 1 (2G), con custodia antideflagrante (d), sicuro anche con idrogeno (IIC) e non supera i 135°C (T4).

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